Negli ultimi anni, la sostenibilità è diventata un fattore strategico imprescindibile per il sistema industriale, spinta dalla transizione ecologica, dall’evoluzione delle normative ambientali e dall’affermazione dei paradigmi di Industria 4.0 e 5.0. In questo scenario, alle imprese è richiesto di ridurre le emissioni e ottimizzare i consumi energetici, oltre a dimostrare in modo scientifico, misurabile e oggettivo l’impatto ambientale dei propri processi, lungo l’intero ciclo di vita del prodotto.
In questo contesto, il Life Cycle Assessment (LCA) si afferma come strumento chiave per analizzare, quantificare e confrontare gli impatti ambientali associati a un prodotto, un processo o un servizio: dalla fase di approvvigionamento delle materie prime fino al fine vita. Questa metodologia consente alle imprese di integrare la sostenibilità nelle scelte progettuali, operative e strategiche, trasformando l’analisi ambientale in un elemento concreto di competitività, innovazione ed ecodesign industriale.
In questo articolo approfondiremo cos’è il Life Cycle Assessment, quali sono le fasi che compongono un’analisi LCA, quali benefici ambientali ed economici può generare per le aziende e come utilizzarlo per individuare gli interventi più impattanti in ottica di miglioramento continuo e progettazione sostenibile.
Cos’è il Life Cycle Assessment?
Il Life Cycle Assessment (LCA) è una metodologia analitica scientifica e standardizzata che consente di valutare in modo strutturato gli impatti ambientali associati a un prodotto, processo o servizio lungo l’intero ciclo di vita. Regolamentato a livello internazionale dalle norme ISO 14040 e ISO 14044, l’LCA si fonda su un approccio sistemico che considera tutte le fasi del sistema analizzato: dall’estrazione delle materie prime alla produzione, dalla distribuzione all’utilizzo, fino alla gestione del fine vita, secondo le logiche cradle-to-grave (dalla culla alla tomba) o, nei modelli più evoluti, cradle-to-cradle (dalla culla alla culla). Questo approccio permette di superare valutazioni ambientali parziali o basate su singoli indicatori, offrendo una visione complessiva, coerente e comparabile degli impatti generati ed evitando il rischio di spostare le criticità ambientali da una fase all’altra della filiera.
Nel contesto normativo e industriale 2025–2026, il ruolo dell’LCA assume una valenza sempre più strategica. La direttiva europea sui Green Claims, in vigore dal 2026, identifica infatti l’LCA come lo strumento di riferimento per dimostrare in modo scientifico e verificabile la rilevanza degli impatti ambientali, contrastando pratiche di greenwashing. Allo stesso tempo, alcuni Paesi stanno introducendo requisiti ancora più stringenti: in Svezia, dal 2026, l’accesso al mercato sarà consentito esclusivamente a prodotti accompagnati da una Dichiarazione Ambientale di Prodotto (EPD) basata su studi LCA certificati.
Parallelamente, l’integrazione con i paradigmi dell’Industria 5.0 rafforza il valore operativo dell’LCA, che diventa un pilastro della sostenibilità industriale grazie all’utilizzo di Tecnologie Abilitanti come Digital twin, IoT e Intelligenza Artificiale per la raccolta di dati in tempo reale e l’ottimizzazione continua dei processi. In questo scenario, per le imprese l’LCA non rappresenta più un semplice adempimento normativo, ma un vero fattore di competitività: consente di individuare con precisione gli hotspot ambientali, ridurre i costi lungo il ciclo di vita, accedere a bandi e finanziamenti dedicati alla transizione sostenibile e rispondere in modo trasparente e credibile alle crescenti richieste di clienti, stakeholder e mercati.
Le fasi dell’analisi del ciclo di vita secondo ISO 14040
Secondo quanto definito dalla norma ISO 14040, il Life Cycle Assessment si articola in fasi sequenziali e strettamente interconnesse, che costituiscono l’ossatura metodologica dell’intero studio e ne garantiscono solidità, confrontabilità e valore decisionale. Ciascuna fase risponde a obiettivi specifici e contribuisce a costruire una valutazione ambientale coerente lungo l’intero ciclo di vita del sistema analizzato. Le quattro fasi dell’LCA costituiscono un riferimento metodologico obbligatorio per garantire confrontabilità e affidabilità degli studi:
- Definizione di obiettivi e campo di applicazione: questa fase iniziale stabilisce lo scopo dello studio LCA e ne determina l’impostazione metodologica. Vengono definiti l’oggetto dell’analisi, l’unità funzionale (il riferimento quantitativo che consente di confrontare in modo coerente i risultati) e i confini del sistema, che delimitano le fasi del ciclo di vita incluse (estrazione delle materie prime, produzione, uso, fine vita). In questa fase vengono inoltre esplicitate le assunzioni, i criteri di qualità dei dati e i limiti dell’analisi, elementi fondamentali per garantire trasparenza e corretta interpretazione dei risultati.
- Life Cycle Inventory (LCI): la fase di inventario rappresenta il cuore operativo dell’LCA e consiste nella raccolta, quantificazione e modellazione dei flussi in ingresso e in uscita dal sistema analizzato. Vengono contabilizzati consumi di materie prime ed energia, emissioni in aria, acqua e suolo, nonché rifiuti e sottoprodotti generati. In ambito industriale, questa fase si avvale sempre più di dati di processo provenienti da sistemi digitali di fabbrica, sensori IoT, Sistemi MES e database LCA certificati, aumentando l’accuratezza delle analisi e riducendo le incertezze legate a stime o dati medi.
- Life Cycle Impact Assessment (LCIA): nella fase di valutazione degli impatti, i dati inventariali vengono tradotti in categorie di impatto ambientale rilevanti, come il cambiamento climatico, il consumo di risorse, l’acidificazione o l’eutrofizzazione. Questo passaggio avviene attraverso modelli di caratterizzazione scientificamente validati, che consentono di correlare i flussi misurati agli effetti potenziali sull’ambiente. La LCIA permette, quindi, di superare la semplice contabilizzazione delle emissioni, offrendo una lettura più comprensibile e comparabile degli impatti ambientali complessivi.
- Interpretazione dei risultati: l’ultima fase consiste nell’analisi critica e integrata dei risultati emersi dalle fasi precedenti. L’obiettivo è identificare le fasi del ciclo di vita maggiormente impattanti, verificare la coerenza dello studio rispetto agli obiettivi iniziali e individuare le opportunità di miglioramento più efficaci. In ambito industriale, l’interpretazione dei risultati LCA rappresenta un supporto concreto alle decisioni strategiche, progettuali e operative, orientando interventi di ottimizzazione dei processi, scelte di ecodesign e investimenti mirati alla riduzione degli impatti ambientali.
I vantaggi del Life Cycle Assessment per le imprese
L’adozione del Life Cycle Assessment consente alle imprese di superare un approccio reattivo agli Obiettivi SDGs, trasformando la misurazione degli impatti ambientali in uno strumento strategico di governo dei processi industriali. Grazie a una visione strutturata e scientificamente fondata dell’intero ciclo di vita di prodotti e servizi, l’LCA supporta decisioni più consapevoli, allineando obiettivi ambientali, efficienza operativa e competitività di mercato.
Benefici ambientali
Dal punto di vista ambientale, l’LCA permette di individuare con precisione le fasi del ciclo di vita maggiormente responsabili delle emissioni e del consumo di risorse, fornendo indicazioni concrete su dove intervenire per ridurre l’impronta ambientale complessiva. Questo approccio consente di supportare strategie di decarbonizzazione più efficaci, evitando lo spostamento degli impatti da una fase all’altra del processo produttivo. Inoltre, l’analisi del fine vita dei prodotti favorisce una gestione più sostenibile dei materiali, promuovendo logiche di economia circolare, recupero delle risorse e progettazione orientata al riciclo e al riuso. La metodologia, dunque, diventa un alleato chiave per integrare la sostenibilità ambientale nelle scelte orientate all’innovazione industriale.
Benefici economici e competitivi
Accanto ai vantaggi ambientali, il Life Cycle Assessment genera benefici diretti anche sul piano economico e competitivo. L’identificazione delle inefficienze lungo il ciclo di vita consente di ottimizzare i costi di produzione, ridurre gli sprechi di materiali ed energia e migliorare l’efficienza complessiva dei processi. I risultati di uno studio LCA rappresentano inoltre un supporto sempre più rilevante per l’accesso a bandi, finanziamenti e strumenti di incentivazione legati ai criteri ESG, oltre a rispondere alle crescenti richieste di trasparenza da parte di clienti, partner e stakeholder istituzionali. Infine, la capacità di dimostrare in modo oggettivo e verificabile le prestazioni ambientali dei propri prodotti rafforza il posizionamento competitivo e reputazionale dell’impresa, trasformando la sostenibilità in un vero fattore di differenziazione sul mercato.
Come usare il Life Cycle Assessment in azienda
Il Life Cycle Assessment rappresenta uno strumento strategico per le imprese che intendono migliorare in modo misurabile le proprie prestazioni ambientali, consentendo alle imprese di prioritizzare gli interventi più impattanti in termini ambientali ed economici. Analizzando l’intero ciclo di vita di un prodotto l’LCA offre una valutazione olistica degli effetti potenziali sulla salute umana, qualità degli ecosistemi e consumo delle risorse. Il valore decisionale della metodologia risiede nell’utilizzo di indicatori quantitativi e comparabili, che permettono di misurare in modo oggettivo flussi di materia, energia ed emissioni e di comprendere come questi si distribuiscono lungo le diverse fasi del ciclo di vita. In questo modo, l’analisi rende visibili i processi, i componenti e le attività che contribuiscono maggiormente all’impatto complessivo, evidenziando i cosiddetti hotspot ambientali. La mappatura completa del ciclo consente così di superare interventi parziali o basati su intuizioni, orientando le scelte verso azioni mirate e prioritizzate, capaci di generare benefici ambientali concreti e di guidare una gestione più efficace e sostenibile di prodotti e servizi.
BI-REX e Progetto QUEST: dall’LCA all’azione per ridurre l’impatto ambientale delle macchine di confezionamento
A novembre 2023 ha preso avvio il Progetto europeo QUEST – Quantificazione e abbattimento dell’impatto ambientale dei processi automatizzati di impacchettamento grazie a LCA ed Ecodesign: un’iniziativa orientata a rendere misurabile e migliorabile la sostenibilità ambientale delle macchine automatiche per il confezionamento e l’imballaggio. Il progetto vede Energynet come partner di riferimento per la sostenibilità ambientale, con la partecipazione industriale di IMA e SACMI. Tra i subcontraenti figurano l’Università di Bologna Dipartimento di Ingegneria Industriale e BI-REX, mentre Philip Morris partecipa come stakeholder industriale indiretto.
L’obiettivo del progetto è sviluppare un approccio sistemico e condiviso per il miglioramento continuo della gestione del ciclo di vita delle macchine automatiche, integrando i principi della sostenibilità ambientale con strumenti operativi concreti per la loro implementazione in contesti industriali reali. Le attività coprono l’intero ciclo di vita delle macchine (dalla progettazione alla realizzazione, dall’uso fino al fine vita ) tenendo conto sia delle normative vigenti sia delle disposizioni degli enti regolatori.
All’interno di QUEST, l’LCA rappresenta il pilastro metodologico per la misurazione degli impatti ambientali. A partire dalle esperienze pregresse nel settore del packaging, il progetto prevede lo sviluppo di una metodologia dedicata basata su LCSA (Life Cycle Sustainability Assessment), specificamente pensata per le macchine automatiche di confezionamento e imballaggio. L’attività di ricerca è focalizzata sull’individuazione di strumenti operativi, banche dati affidabili e approcci standardizzabili, in grado di garantire risultati credibili, confrontabili e replicabili nel tempo. La metodologia viene applicata a casi d’uso industriali concreti, selezionando le tipologie di macchine più rappresentative del settore. In uno dei casi analizzati, l’LCA ha permesso di identificare con precisione gli hotspot ambientali lungo il ciclo di vita di un componente chiave, evidenziando come la fase di lavorazione meccanica e il trasporto delle materie prime incidessero in modo prevalente sulle emissioni complessive. Sulla base dei risultati, sono stati definiti interventi mirati di ecodesign e ottimizzazione dei processi, con benefici misurabili in termini di riduzione delle emissioni, dei consumi energetici e dei costi operativi.
Il contributo di BI-REX nell’adozione dell’LCA per l’industria
Nel contesto della transizione ecologica e della trasformazione digitale, l’adozione del Life Cycle Assessment richiede competenze metodologiche, disponibilità di dati affidabili e la capacità di integrare l’analisi ambientale all’interno dei processi decisionali aziendali. In questo scenario, BI-REX si propone come partner strategico per supportare le imprese nell’implementazione di studi LCA, affiancandole nella raccolta e valorizzazione dei dati industriali e nell’integrazione dell’analisi del ciclo di vita con la digitalizzazione dei processi e le tecnologie abilitanti di Industria 4.0 e 5.0. Attraverso attività di assessment e progetti pilota, il Competence Center accompagna le aziende nella sperimentazione di approcci strutturati al LCA, favorendo l’utilizzo di dati di processo per analisi ambientali più accurate e rappresentative della realtà produttiva. A questo si affiancano percorsi formativi pensati per sviluppare competenze operative e strategiche su metodologie, strumenti e applicazioni concrete dell’analisi del ciclo di vita.
L’LCA si conferma così uno strumento strategico per coniugare sostenibilità, competitività e innovazione industriale, fornendo una base scientifica solida per decisioni consapevoli lungo l’intero ciclo di vita del prodotto. Per valutare l’applicabilità dell’LCA alla tua impresa, avviare un assessment ambientale o integrare questa metodologia nei processi di ecodesign e innovazione industriale, contattaci per scoprire come trasformare i dati ambientali in un vantaggio competitivo concreto.




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